Santa Pasqua 2021

“Questo è il giorno fatto dal SIGNORE, rallegriamoci ed esultiamo in esso”

Ringraziamo il Signore per la grazia della sua luce, per il giorno della Resurrezione .
La gioia di questo giorno ci accompagni sempre.
A tutti voi, auguri di Buona Pasqua

Mons. Elvio Chiari

GIORNATA DELLA PAROLA

Domenica 24 gennaio 2021 la Chiesa italiana, facendo proprie le parole di Papa Francesco, celebra la “Giornata della parola di DIO”. Noi ascoltiamo nella liturgia la parola di Dio, la leggiamo e la meditiamo nelle nostre case. Essa ci tocca nel nostro intimo come membri del popolo di Dio, che vogliono restare in continuità di tradizione con coloro che per primi hanno ascoltato la Parola.

L’ora di ascolto proposta in S. MICHELE dalle ore 15 alle ore 16 (del 24/01) può essere uno strumento per nutrire la nostra anima e arrivare alla famigliarità con la Scrittura come si augura il Concilio Vaticano II nella “Dei Verbum”. Non esiste un limite nella via dell’ascolto e ciascuno fa le proprie esperienze guidato dallo Spirito Santo.

Mons. Elvio Chiari

Scheda Giornata della Parola

3 gennaio 2021 _ Omelia

II DOMENICA DOPO NATALE  –  SANTISSIMO NOME DI GESU’

In stretta continuità con la riflessione e la preghiera che abbiamo fatto durante la messa del Giorno di Natale, oggi ascolteremo le Scritture che continuano a guidarci nell’approfondimento del Grande Mistero dell’Incarnazione e della Redenzione, non come realtà astratta, ma come una persona “il Signore Gesù”. Potremo chiederci: “Chi è Gesù?”. Lui è l’Incarnazione, Lui è la Redenzione, Lui è l’Eternità, Lui è tutta la storia degli uomini, Lui è Colui che prima che il mondo fosse era nel seno del padre. Oggi la liturgia ci farà penetrare nel mistero personale del Signore Gesù. La prima lettura tratta dal Siracide è un elogio che la Sapienza di Dio tesse su se stessa: “La Sapienza loda se stessa ……nell’assemblea apre la bocca” “si glorifica in mezzo al suo popolo” “Uscii dalla bocca di Dio e come nube copersi la terra”. La Sapienza, se usiamo l’immagine della Scrittura è l’alito di Dio che scaturisce dal suo intimo e si effonde su tutto il creato. Non avrebbe bisogno di nulla perché le sue radici sono nell’eternità, eppure sente il bisogno di “trovare riposo” fra gli uomini e si è “posata nella città prediletta” che è Gerusalemme. Il testo del Vangelo è tratto dal prologo di San Giovanni che abbiamo ascoltato nel giorno Natalizio: “La luce veniva nel mondo il Verbo era nel mondo e il mondo fu creato per mezzo di Lui, ma il mondo non lo conobbe. Venne in casa propria”. L’Evangelista ci dice che Gesù verbo del Padre ha fatto della sua carne la sua casa, in questa tenda umana trova il suo riposo. Anche se il mondo non lo ha riconosciuto il mondo diventa la sua casa. “Ma a quanti l’accolsero ha dato il potere di diventare figli di Dio”. In Gesù noi possiamo diventare figli di Dio e ritornare con Lui nel seno del Padre. E’ bello pensare che noi col nostro spirito e il nostro corpo, nel giorno della risurrezione troveremo riposo accanto al Padre col Figlio che ci ha redenti. S. Teresina si comunicava per far piacere al Signore perché cedeva al desiderio di Gesù di entrare in lei e con lei trovare una casa per il riposo tra i fratelli. Gesù cerca il suo riposo in noi. Questo è il grande dono di Dio che si deve sempre comprendere. Noi siamo la casa di Dio.

1 gennaio 2021 _ Omelia

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO  – 54° GIORNATA DELLA PACE

All’inizio di ogni anno siamo abituati a fare un rendiconto dell’anno che è trascorso e ci apriamo alla Speranza con pensieri e propositi per il nuovo anno che inizia. La liturgia ci presenta la figura di Maria, la donna della speranza, la donna del silenzio tutta presa dall’esperienza di diventare Madre del Salvatore, accanto ai pastori che descrivevano la visione e le parole degli Angeli: Essa “custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Maria prima di ogni altra cosa è la donna dell’ascolto, “una volta ascoltata la Parola per il suo stesso dinamismo, si trasforma in risposta e diventa essa stessa parola pronunciata, confessione di fede”. Maria è colei che vive in pienezza la presenza del Figlio all’interno della famiglia, le cose essenziali non fanno rumore, non fa rumore il lavoro di ogni giorno, non si sentono e non fanno rumore le piccole azioni quotidiane, i gesti di bene compiuti che riempiono la vita di una famiglia. Crescono la tenerezza, l’attenzione agli altri, i servizi semplici ma gioiosi, cose che si fanno senza far rumore. Nella casa di Nazaret regna l’amore. Il salmo 98.3 che abbiamo letto nella messa del giorno di Natale ripete: “Tutti i confini della terra hanno visto la salvezza di Dio”. Dio è entrato nella storia dell’uomo, lasciamoci cadere dentro al messaggio di salvezza, lasciamoci pervadere dalla Grazia Natalizia e troveremo come Maria la gioia, la verità, la vita. Nella liturgia si compie un piccolo gesto: nel calice con il vino viene versata una goccia d’acqua. Questa goccia ci lega all’eucarestia, facciamo quello che ha fatto Gesù. Con l’acqua è come se tornassimo nel Cenacolo, Essa rappresenta il fatto che l’uomo e Dio diventano una cosa sola con Gesù. Essa è anche una indicazione molto concreta: “lasciamoci sprofondare in Dio e nel suo benevolo amore.” Ripetiamo come Maria “Ecco la serva del Signore si faccia di me secondo la Tua Parola”. Il titolo della festa odierna è “Maria e Madre di Dio” l’uomo nato da Lei è Dio, e come Madre di Dio ha comunicato la sua natura umana a Lui, il Figlio divino ha comunicato alla Madre più che a qualunque creatura la sua potenza divina. In questo inizio di anno affidiamo a Maria la nostra vita consapevoli di trovare sempre in Lei il rifugio sicuro per la nostra vita.

BUON VIAGGIO … MONS. VITTORIO SANTANDREA

La parrocchia San Michele Arcangelo e San Ruffillo, grata per il servizio reso alla comunità religiosa Brisighellese dal servo Mons. Vittorio Santandrea, nelle sue molteplici attività pastorali: giovanili presso il circolo G. Borsi, assistenziali alle persone ammalate presso la struttura ospedaliera San Bernardo di Brisighella, educative come insegnante alla scuola media G. Ugonia, si unisce alla preghiera della comunità diocesana per l’anima fedele del defunto Don Vittorio.

La preghiera del Rosario recitata in Collegiata oggi 2 gennaio alle ore 17,30 sarà in suffragio dell’anima di Don Vittorio.

Le esequie si celebreranno martedì 5 gennaio alle ore 10 nella Cattedrale di Faenza. La salma sarà tumulata presso il cimitero di Pieve Cesato.

Solennità della Beata Vergine del Monticino

Tutte le celebrazioni si terranno nella collegiata di S.Michele Arcangelo

NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA

Dal 3 al 5 e dal 7 al 12 settembre 2020

Ore 6.00 Rosario

Ore 6.30 S. Messa

Ore 17.30 Rosario

Ore 18.00 S. Messa

In queste giornate non sarà celebrata la S. Messa delle 8.30

DOMENICA 6 SETTEMBRE 2020

Ore 6.00 Rosario

Ore 6.30 – 9.00 – 10.30 S. Messa

La S. Messa delle 19.00 a S.Rufillo non sarà celebrata 

SOLENNITA’ DELLA B.V DEL MONTICINO

Domenica 13 settembre 2020

Ore 6.00 Rosario

Ore 6.30 – 9.00 S. Messa

Ore 10.30 S. Messa celebrata da S.E. mons Claudio Stagni Vescovo Emerito della Diocesi di Faenza-Modigliana

Ore 18.00 S. Messa vespertina

La S. Messa delle 19.00 a S.Rufillo non sarà celebrata 

Le celebrazioni sono state organizzate nel rispetto delle disposizioni previste contro la diffusione del contagio da covid-19

Celebrazione S. Messe

Si avvisa che da Lunedì 18 Maggio riprenderanno le celebrazione delle S.Messe con i seguenti orari:

Feriale : 8.30 – S.Michele

Prefestivo : 18.oo – S.Michele

Festivo: 9.00 e 10,30 – S.Michele

Viene soppressa la S.Messa presso le Suore dell Sacra Famiglia

Omelia del Vescovo Mario Toso per il centenario del Circolo

Di seguito il testo completo dell’omelia del Vescovo Mario Toso durante la celebrazione della messa in occasione del centenario del Circolo ANSPI Giousè Borsi:

Brisighella, 4 agosto 2019.

Rev.mo Mons. Elvio Chiari, Cari fratelli e sorelle, Responsabili, Soci e simpatizzanti del Circolo Giosuè Borsi di Brisighella del quale ricorre il centenario, viviamo un momento importante per questa comunità, per la memoria e per il futuro. Nel 2007 don Giuseppe Piancastelli, in prossimità dei novant’anni del Circolo ebbe a scrivere: «Davanti a noi si aprono nuovi orizzonti. […] l’invenzione di nuovi progetti educativi nelle nostre parrocchie è affidata al protagonismo dei laici (non solo a sacerdoti e suore), in particolare alle famiglie». Sono parole ancora attuali, che non dobbiamo dimenticare. Come nel nuovo contesto socio-culturale occorre ripensare e riprogettare la vita civile e politica di questa città, così, in occasione del centenario, va ripensato e riprogettato il Circolo cattolico intitolato a Giosuè Borsi, sorto nel 1919, perché, come è scritto negli atti fondativi, vi era «un’assoluta mancanza di organizzazioni maschili».

A ben riflettere, la propria città vive l’urgenza di una rivitalizzazione di partecipazione non solo sul piano della vita sociale ma anche sul piano economico, commerciale, civile, culturale, sul piano ecologico. La generazione di mezzo ha una missione storica decisiva: non solo svolgere una funzione di legame tra le generazioni dei giovani con le altre generazioni, ma anche essere soggetto educativo, creativo, che guarda al futuro prefigurando visioni, progetti formativi, poggiando sulle solide basi di una tradizione socio-culturale e religiosa, rigogliosa e meritoria. Il Circolo Borsi, infatti, ha costantemente investito sulla formazione integrale (non solo sportiva e ricreativa) dei ragazzi e dei giovani, coinvolgendo le famiglie, organizzando incontri, esercizi spirituali, percorsi di sensibilizzazione culturale. Le attività ricreative non erano dissociate dalla catechesi, dalla formazione umana e sociale, democratica. Ma come risulta dalle cronache dell’anno 1974, dopo anni fiorenti, il Circolo ha vissuto momenti di decadenza, nei quali si è ridotto prevalentemente a luogo ricreativo, frequentato sì da numerosi giovani e, tuttavia, piuttosto indifferenti, se non contrari, al discorso religioso-morale (cf numero speciale del Bollettino parrocchiale del 2008, p. 17). Qualcosa di analogo avvenne nel 1990, perché il Circolo versava, si legge nel medesimo numero speciale a p. 33, «in una generale crisi di valori e di impegno». Purtroppo quanto è avvenuto in passato trova riscontri nell’oggi, anche in altri circoli presenti nella nostra Diocesi. Siamo qui proprio per scongiurare momenti di disorientamento e di disimpegno, per trovare, cioè, la forza e il coraggio del rilancio e del rinnovamento delle nostre associazioni. Celebrare l’Eucaristia in occasione del centenario del Circolo Borsi assume proprio il significato di propiziare un nuovo rinascimento, di avviare una ripresa con slancio e speranza. L’Eucaristia non è solo un frammento isolato e chiuso in se stesso della nostra commemorazione centenaria. Essa è l’epicentro di cambiamenti radicali che si trasmettono alle parrocchie e alle associazioni. Partecipare alla santa Messa ha, infatti, il significato di renderci più capaci di innovare la nostra vita e le nostre aggregazioni. Chi di voi è del Circolo e partecipa a questa Eucaristia è senz’altro convinto che essa è luogo privilegiato per ringraziare e per attingere le energie necessarie per rifondare ciò che ci sta a cuore. In essa si riconosce che quanto di bene è stato compiuto è principalmente merito del Signore Gesù e del dono del suo Spirito d’amore. Partecipare al memoriale della morte e risurrezione di Cristo significa immettersi in un ricco e potente flusso di vita nuova, che venendo donata a tutti i credenti li redime e li trasfigura, rendendoli protagonisti di rinnovamento della comunità ecclesiale e della vita civile. Incontrandoci con Cristo, accogliendolo, siamo inviati ad annunciarlo per far nuove tutte le cose, per generare una nuova cultura, un nuovo umanesimo. La Parola di Dio appena ascoltata ci guida e ci dice che l’obiettivo ultimo del nostro impegno missionario ed educativo è che «Cristo sia tutto in tutti» (Col 3, 9-11). È questo quanto dobbiamo ricercare nella nostra vita, nei Circoli cattolici. Dobbiamo rivolgere i nostri pensieri alle cose più importanti, le cose di lassù, e dedicarci alla nascita di un uomo nuovo, ad immagine di Cristo.

Per questa comunità e per il Circolo ANSPI Giosuè Borsi ogni celebrazione eucaristica deve diventare occasione di conversione, di rinascita, di rilancio dell’azione formatrice. Chi è socio dell’ANSPI sa che in tale associazione non si vive semplicemente per passare il proprio tempo, per godere di una pausa di riposo ristoratore. Essere dell’ANSPI vuol dire intendere la propria vita come una missione non solitaria, bensì associata, che conduce ad aggregarsi e ad unire le energie per essere nel tessuto ecclesiale e sociale lievito che fermenta, sale che dà sapore alla vita, per essere costruttori attivi di una società riconciliata ed integrata. La celebrazione del centenario sia, allora, un confermarsi nel proposito di rendere la propria vita più ricca di senso di appartenenza a Cristo, alla sua Chiesa. Non bisogna aver paura di essere e di dirsi di Cristo. Negli anni trenta e quaranta del secolo scorso era normale per i soci del Circolo Borsi esprimersi così: «Giovane, non tremare se tu sei cattolico!». Oggi, purtroppo, la qualifica di «cattolico» non è amata. Appare a non pochi credenti un inciampo al dialogo pubblico, quasi un marchio di minorità.

Occorre prendere coscienza della propria dignità e specificità. Tutti siamo chiamati a sbaragliare un cristianesimo «fai da te», e quel paganesimo idolatra che, purtroppo, si è infiltrato anche nella comunità cristiana e nelle nostre associazioni. Occorre tornare ad educare gli educatori, affinché aiutino le nuove generazioni a rendere ragione della propria fede e della connessa speranza. Dobbiamo superare quelle presentazioni del cristianesimo che fanno sconti sulle esigenze del Vangelo e sulla sequela di Cristo. Chi opera nell’ANSPI è chiamato ad educare ad una vita impegnata, di alto profilo, di rispetto dell’altro, anche nei vari ambienti dello svago e del sano agonismo. Gesù Cristo non è un sovrappiù, un intruso nell’educazione, bensì chi con il dono di sé rende la vita più piena, colma di gioia indicibile.

+ Mario Toso

Bollettini Echi di Val D’Amone

Ricostruzione ideale della Collegiata di San Michele, come doveva apparire prima del crollo della cupola che avvenne il 12 marzo 1697.

Abbiamo iniziato la pubblicazione dei Bollettini di Echi di Val D’Amone, L’intenzione è quella di pubblicarli tutti a partire dai più antichi, fino ad arrivare agli ultimi pubblicati. Al momento abbiamo reso disponibili i primi due numeri risalenti al giugno e luglio 1919. Li potrete trovare nella sezione Archivio Storico del menù principale.