Conferenza stampa di S.Eminenza Mons. Mario Toso

CONFERENZA STAMPA

Seminario diocesano

17 marzo 2026

Innanzitutto, saluto e ringrazio voi che partecipate a questa conferenza.

È con una certa soddisfazione che annuncio la riapertura della chiesa collegiata di San Michele Arcangelo in Brisighella. Chiusa dall’agosto 2022, il prossimo 29 marzo, a quasi 4 anni di distanza, verrà riaperta al pubblico e al culto.

Mi sembra significativa questa data: 29 marzo 2026. È la Domenica in cui celebriamo l’ingresso del Signore in Gerusalemme, la Domenica delle Palme e della Passione in cui il Signore Gesù ha accettato la sofferenza e la croce per condurci alla gioia della Pasqua di Risurrezione. La chiusura della chiesa parrocchiale ha certamente rappresentato per la comunità un evento di “passione”, di “prova”. Ora siamo invitati ad entrare in essa per riconoscere nella via della croce l’approdo alla gioia della vita di Cristo Risorto.

La riapertura non è un evento isolato. Si inserisce nel costante impegno della Diocesi di Faenza-Modigliana, nel periodo di post-alluvione e terremoti, per la salvaguardia, il recupero, il restauro del patrimonio costituito dagli edifici a sua disposizione per la sua missione pastorale. L’annuncio, la celebrazione e la testimonianza del Vangelo di Gesù Cristo avvengono nei luoghi in cui i fedeli si riuniscono nel nome del Signore.

Mi permetto di fare qualche riferimento concreto che verrà approfondito nei prossimi interventi. Oltre alla chiesa di San Michele in Brisighella, la Diocesi ha aperto il cantiere per il ripristino del Santuario del Monticino. Ha quasi ultimato il cantiere per la realizzazione di alcuni appartamenti nel complesso di San Domenico, per contrastare l’emergenza abitativa della nostra città. È stato realizzato e già inaugurato il teatro polifunzionale di Tredozio. Non posso dimentare il cinema Giardino di Brisighella. E tutto questo, come si diceva, in un contesto di alluvioni, terremoti e altre calamità naturali, che hanno aggravato la situazione di povertà, di dissesto del territorio e del suo spopolamento.

Sono contento di riconoscere come la Chiesa di Faenza-Modigliana, attraverso i volti concreti dei battezzati, la generosità e la fede di molte persone, attraverso gesti silenziosi e molte volte nascosti di tanti “samaritani”, ha saputo affrontare concretamente le tante sfide, rispondendo in prima persona all’invito del Signore: «amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13, 34). È il suo amore che sollecita, è la sua presenza che ci chiama a costruire un mondo più giusto, di pace, perché ogni cosa sia ricapitolata in Gesù Cristo, e tutto sia orientato all’edificazione del Regno di Dio.

Ringrazio, in particolare, i benefattori privati e pubblici, che fin da subito hanno risposto alla nostra richiesta di aiuto e ci hanno permesso di realizzare diversi progetti: ho già avuto modo di menzionare in varie occasioni la BCC ravennate, forlivese e imolese e il Presidente del Consiglio di Amministrazione, il dott. Giuseppe Gambi.

Siamo riconoscenti nei confronti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, nella persona della Soprintendente, dott.ssa Federica Gonzato, qui rappresentata dalla dott.ssa Caterina Cocchi, Responsabile dell’Area Patrimonio Architettonico.

Nei confronti di queste e altre Istituzioni del nostro territorio, possiamo testimoniare che c’è una reale e costante interlocuzione a tutti i livelli: è il caso di dire che si è di fronte ad un esempio virtuoso di collaborazione per il bene della collettività.

Il mio ringraziamento va anche a don Michele per aver mantenuto la rappresentanza legale della parrocchia di Brisighella, con tutto ciò che comporta in termini di responsabilità ed energie; all’Arch. Drei, al dott. Ghini e a tutti i professionisti che hanno messo le proprie competenze a servizio di questo progetto di rinascita.

Nella lettera con cui comunicava la chiusura della chiesa di San Michele, don Michele scriveva: «Se i muri crollano non deve crollare la nostra fede e soprattutto il nostro slancio evangelizzatore per annunciare il Signore Crocifisso e Risorto alle nuove generazioni. È tempo di stare uniti, di essere Chiesa sempre più missionaria e incisiva comunità civile che favorisce in tutti i modi il lavoro, la famiglia, l’accoglienza dei poveri, la natalità nel nostro territorio. Noi possiamo anche restaurare i muri, ma se viene meno la fede e la Chiesa ci ridurremo come gli antichi egizi: verranno a vedere le nostre piramidi, ma del Vangelo che ne sarà? Che ne sarà della nostra cultura che libera l’uomo in Cristo?»[1].

Che questa riapertura sia l’occasione di una rinascita sociale, culturale, religiosa, di una nuova primavera. Cresca la fede nel Signore Gesù Cristo e il coraggio di annunciarlo nel nostro territorio e testimoniarlo in ogni ambito della vita sociale.

  1. https://diocesifaenza.it/la-collegiata-di-san-michele-restera-chiusa-dal-1-agosto-la-lettera-dellamministratore-parrocchiale-mons-michele-morandi/

Riapertura Collegiata S. Michele Arcangelo

Il 29 marzo, Domenica delle Palme

riapre la Collegiata di Brisighella

a quasi 4 anni dalla chiusura

Il Vescovo Mons. Mario Toso

“Ringraziamo tutti i benefattori

Questa riapertura non è un evento isolato”

Faenza, 17/03/26 – Riapre al pubblico e al culto la chiesa collegiata di San Michele Arcangelo a Brisighella. Chiusa dall’agosto 2022, la chiesa riaprirà il prossimo 29 marzo, in occasione della celebrazione della Domenica delle Palme. A presiedere la messa sarà il Vescovo Monsignor Mario Toso, che festeggerà così la riapertura con tutta la comunità. Il ritrovo per la celebrazione è fissato alle 10.30 alla chiesa dell’Osservanza per la benedizione delle palme. Da qui partirà poi la processione verso la Collegiata dove verrà celebrata la messa.

«Questa riapertura non è un evento isolato – sottolinea il Vescovo –. Si inserisce nel costante impegno della Diocesi di Faenza-Modigliana, in questo periodo segnato da alluvioni e terremoti, per la salvaguardia, il recupero e il restauro del patrimonio costituito dagli edifici a servizio della sua missione pastorale. L’annuncio, la celebrazione e la testimonianza del Vangelo di Gesù Cristo avvengono anche nei luoghi in cui i fedeli si riuniscono nel nome del Signore».

Consolidamento della chiesa portato a termine, ora i lavori proseguiranno in maniera graduale

La chiesa era stata chiusa nell’agosto 2022 a seguito della comparsa di un quadro fessurativo preoccupante che aveva portato il Comune di Brisighella a emettere due ordinanze di inagibilità. Le verifiche tecniche avevano evidenziato un cedimento delle fondazioni, con lesioni soprattutto nell’abside della cappella del Crocifisso.

Secondo le analisi, il fenomeno è stato probabilmente causato dalla prolungata siccità, che ha provocato l’asciugatura dello strato di argilla su cui poggia la chiesa. Dopo i primi interventi urgenti di messa in sicurezza è stato elaborato un progetto complessivo di consolidamento sismico e restauro architettonico, in collaborazione con la Soprintendenza.

L’intervento ha previsto la realizzazione di pali pressoinfissi lungo il perimetro esterno dell’abside e delle pareti adiacenti, collegati da un cordolo in calcestruzzo armato ancorato alle fondazioni esistenti. Questo sistema ha consentito di stabilizzare la struttura e fermare i movimenti verso valle.

Concluso il consolidamento, si è proceduto al restauro delle murature lesionate e alla ritinteggiatura della cappella del Crocifisso. Restano in programma, in base alle risorse disponibili, ulteriori interventi come il recupero dell’ex sacrestia – destinata a diventare una cappella invernale e spazio per incontri parrocchiali – oltre al nuovo sistema di riscaldamento, alla sistemazione dell’accesso da via Fossa e alla riqualificazione della corte interna.

«I lavori della collegiata non sono finiti – specifica il vicario generale della Diocesi, Don Michele Morandi –. Li porteremo a conclusione gradualmente. Ci premeva però ridare l’uso della chiesa come segno di incoraggiamento e di speranza, per un rinnovato impegno a trasmettere la fede nel Signore Gesù, morto, risorto e vivo».

Interventi da oltre 1 milione di euro

L’importo complessivo degli interventi alla chiesa collegiata, comprensivo di Iva e spese tecniche, ammonta a 1.175.000 euro. Di questi, 420mila euro sono arrivati tramite il contributo 8xmille della Cei. Altri importanti contributi a sostegno dei lavori sono giunti da La Bcc Ravennate, Forlivese e Imolese e da diversi benefattori privati.

«Ringrazio, in particolare, i benefattori privati e pubblici – sottolinea il Vescovo – che fin da subito hanno risposto alla nostra richiesta di aiuto e ci hanno permesso di realizzare diversi progetti. Così come siamo riconoscenti nei confronti della Soprintendenza per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini: è il caso di dire che ci troviamo di fronte a un esempio virtuoso di collaborazione per il bene della collettività».

Gli altri interventi in corso: dal Santuario del Monticino agli appartamenti di San Domenico a Faenza

Oltre alla chiesa di San Michele a Brisighella, la Diocesi ha aperto il cantiere per il ripristino del Santuario del Monticino. È quasi ultimato anche il cantiere per la realizzazione di alcuni appartamenti nel complesso di San Domenico, destinati a contribuire al contrasto dell’emergenza abitativa della città. È stato inoltre realizzato e già inaugurato il teatro polifunzionale di Tredozio, senza dimenticare il sostegno alla riapertura del cinema Giardino di Brisighella.

«E tutto questo – ribadisce il Vescovo – in un contesto segnato da alluvioni, terremoti e altre calamità naturali, che hanno aggravato la situazione di povertà, di dissesto del territorio e del suo spopolamento. Nella lettera con cui comunicava la chiusura della chiesa di San Michele, Don Michele Morandi scriveva: “Se i muri crollano non deve crollare la nostra fede e soprattutto il nostro slancio evangelizzatore per annunciare il Signore Crocifisso e Risorto alle nuove generazioni. È tempo di stare uniti, di essere Chiesa sempre più missionaria e incisiva comunità civile che favorisce in tutti i modi il lavoro, la famiglia, l’accoglienza dei poveri, la natalità nel nostro territorio”. Che questa riapertura sia l’occasione di una rinascita sociale, culturale, religiosa, di una nuova primavera. Cresca la fede nel Signore Gesù Cristo e il coraggio di annunciarlo nel nostro territorio e testimoniarlo in ogni ambito della vita sociale».