Omelia _ 14 marzo 2021

IV DOMENICA DI QUARESIMA
Ci inoltriamo a vivere sempre con maggior impegno il periodo quaresimale e la liturgia di questa domenica ci porta a contemplare “la redenzione del genere umano operata dal Signore nella sua Pasqua”. La prima lettura tratta dal libro delle Cronache ci indica il cammino di misericordia di Dio verso il popolo di Giuda. Il peccato ha allontanato questo popolo da Dio, non hanno ascoltato i profeti, hanno disprezzato le parole del Signore abbandonando il Dio della salvezza. La deportazione a Babilonia sarà la nuova condizione di vita, ma Dio non dimentica le promesse di salvezza che vengono realizzate da Ciro re di Persia. “Il Signore, dice il re, mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, chiunque appartenga al popolo di Dio sia con Lui”. La schiavitù è terminata, inizia un percorso nuovo di salvezza e riportando le parole di S: Paolo si può dire che: “per grazia siamo salvati”. Il popolo che si era allontanato da Dio ha visto la propria salvezza, l’amore di Dio è più forte del peccato degli uomini, l’amore di Dio è la vita di Israele. L’antifona di ingresso riprendendo le parole del Profeta Isaia ci ha detto: “Rallegrati Gerusalemme e voi tutti che l’amate radunatevi, sfavillate con essa voi tutti che eravate nel lutto” il motivo di tanta gioia è che il Dio della consolazione è con noi. Il Vangelo di S. Giovanni ci riporta il dialogo tra Gesù e Nicodemo, egli era membro del Gran Consiglio e di notte si reca da Gesù per comprendere non solo il messaggio ma anche il motivo della sua presenza a Gerusalemme. Nicodemo conosce che Gesù è un maestro, venuto da Dio e che in Lui vi è la presenza di Dio. Egli è dubbioso su come può riuscire a vedere il Regno di Dio. A questo interrogativo Gesù replica: “se uno non nasce dall’alto non può vedere il Regno di Dio”. Nicodemo risponde: “come può un uomo rinascere quando è già vecchio?” Gesù gli dice: “se uno non nasce dall’acqua e dallo Spirito non può entrare nel Regno di Dio”. Nicodemo comprende che è necessaria una nuova generazione, iniziare una nuova esistenza donata solo da Dio attraverso lo Spirito Santo. Questa nuova esistenza viene descritta nel libro di Samuele quando Samuele dice a Saul: “Lo Spirito del Signore ti investirà e tu entrerai nella condizione di posseduto dallo Spirito e sarai trasformato in un altro uomo”. Continuando il dialogo con Nicodemo Gesù gli dice che “il figlio dell’uomo deve essere innalzato” ma “chiunque crede avrà in Lui e per Lui la vita eterna”. Noi troveremo ancora Nicodemo andare con Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, da Pilato per chiedere il corpo di Gesù e porlo nel sepolcro. Nicodemo ha non solo visto, ma è rinato come figlio del Regno e ha custodito il corpo di Gesù per portarlo al sepolcro.