Omelia_7 Marzo 2021

III DOMENICA DI QUARESIMA

La quaresima ci presenta nella liturgia il percorso dell’incontro con Dio e la preghiera della Colletta ci dona la capacità di comprendere il dialogo tra il fedele e Dio. Nel dialogo si presenta Dio come Colui che è la “fonte di misericordia e di ogni bene”, nella cui bontà ci ha proposto un cammino fatto di penitenza, preghiera, di carità fraterna. Seguendo questo itinerario siamo consapevoli di trovare il Signore e avere da Lui il perdono e l’amore come un padre premuroso. La quaresima che viviamo ci fa comprendere che la cosa più importante è Dio e che possiamo dire rivolgendoci a Lui: “Fa’ di me quello che vuoi, solo concedimi di amarti pienamente”. La prima lettura tratta dal libro dell’Esodo ci presenta “Le parole pronunciate da Dio e donate a Mosè sul monte Sinai.” In esse vi si trova la strada da percorrere per il rapporto uomo-Dio, ma anche per la relazione tra uomo e uomo. I “Comandamenti” non sono il “ giogo” pesante che Dio ha posto sulla persona, ma le vie che conducono a Dio. Il libro del Deuteronomio ci dice: “Vedi io pongo davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, e di osservare i suoi comandamenti”. L’opera di Dio avrà pienamente conseguito il suo intento quando la legge scritta su tavole di pietra, sarà scritta nel cuore di tutti come ci ripete il profeta Geremia. Nel Vangelo di S. Giovanni troviamo Gesù a Gerusalemme per la celebrazione della Pasqua ebraica, con Lui vi sono anche i discepoli. Avvicinandosi al recinto che circondava il tempio si imbatte in uno spettacolo inatteso. Vi erano venditori di buoi, di pecore, di colombe che offrivano ai pellegrini gli animali per il sacrificio a Dio. Trova i tavoli dei cambiavalute perché non si potevano offrire le monete dei pagani al tempio di Dio. Gesù al vedere tutto questo è pieno di indignazione “gettò a terra il denaro dei cambiavalute e rovesciò i banchi dei venditori di colombe dicendo: “non fate della casa del padre un mercato”. E a coloro che chiedevano un segno che giustificasse il suo agire Gesù risponde: “Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo farò risorgere”. S. Giovanni ci dice che parlava del tempio del suo corpo. S. Agostino nel commento al Vangelo di Giovanni ci dice: “ Ogni cristiano sia divorato dallo zelo per la casa di Dio, per quella casa di cui egli fa parte. Nessuna è tanto casa tua quanto quella dove tu trovi la salute eterna. Nella tua casa tu entri per riposarti dalla fatica di ogni giorno; nella casa di Dio entri per trovare il riposo eterno”. In questa quaresima benediciamo il Signore, “conserviamoci nell’umiltà del cuore e riponiamo nel Signore la nostra gioia, Lui solo sia il desiderato, che amò ognuno di noi per farci belli”