Il Carrello della Solidarietà

Crescono l’attenzione e la solidarietà verso i più bisognosi: anche il negozio “Alimentari alle Terme di Platani Nicoletta” (Via Cova n. 5 – Brisighella) aderisce al progetto “Il carrello della Solidarietà.

La Caritas Madonna del Monticino apprezzando l’iniziativa calorosamente ringrazia e continua il suo cammino di aiuti sostenuta dalla sua comunità chiamata alla carità.

I volontari Caritas

da SCRIVERE in agenda

A partire da Sabato 6 febbraio 2021

La Caritas Madonna del Monticino comunica che è possibile trovare “il Carrello della Solidarietà” anche nel negozio “Alimentari alle Terme” di Via Cova n. 5

Una Primula per la Vita

Nelle S. Messe di sabato 6 febbraio (ore 18 Collegiata) e domenica 7 febbraio (ore 9 e 10,30 Collegiata e 18 S. Ruffillo) sarà possibile donare per il CAV (centro aiuto alla Vita di Faenza); con una piccola offerta di 2 € si riceverà una primula (simbolo della vita che rinasce/nasce nonostante le difficoltà)

XXIX Giornata mondiale del malato – 11 febbraio 2021

Messa ore 15,30 in collegiata  “è momento propizio per riservare una speciale attenzione alle persone malate e a coloro che le assistono, sia nei luoghi deputati alla cura sia in seno alle famiglie e alle comunità. Il pensiero va in particolare a quanti, in tutto il mondo, patiscono gli effetti della pandemia del coronavirus.” Papa Francesco

LE CENERI – mercoledì 17 febbraio 2021

S- Messa con imposizione delle ceneri – ore 8,30 in collegiata

 

Sabato 6 febbraio 2021

APPUNTAMENTI DI OGGI
ore 8,30 S. Messa in Collegiata S. Michele; ore 15,00 Catechismo per tutte le classi; ore 17,00 Chiamata delle campane per la preghiera personale; ore 18,00 S. Messa prefestiva in Collegiata;

UNA PRIMULA PER LA VITA: durante la S. Messa sarà possibile donare per il CAV (Centro Aiuto alla Vita di Faenza), con un’offerta di 2 € si riceverà una primula;

VdG_VANGELO DEL GIORNO (Marco 6, 30-34)
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

ACdC_ ALLA CHIAMATA DELLE CAMPANE (ore 17)
AFFIDIAMO con la preghiera alla MADONNA DELLE GRAZIE chi dedica la vita a INSEGNARE

SANTO DEL GIORNO: Santi Paolo Miki, sacerdote, e Compagni, martiri giapponesi Santa Dorotea, vergine e martire ( www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/02/06.html )

Venerdì 5 Febbraio 2021

APPUNTAMENTI DI OGGI
ore 8,30 S. Messa in Collegiata S. Michele; ore 17,00 Chiamata delle campane per la preghiera personale;

 VdG_VANGELO DEL GIORNO (Marco 6, 14-29)

In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!». Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello».
Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

ACdC_ ALLA CHIAMATA DELLE CAMPANE (ore 17)
AFFIDIAMO con la preghiera alla MADONNA DELLE GRAZIE chi ha lasciato la vita terrena

 SANTO DEL GIORNO: Sant’Agata e Santa Adelaide www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/02/05.html

Giovedì 4 febbraio 2021

AdG_APPUNTAMENTI DI OGGI
ore 8,30 S. Messa in Collegiata S. Michele; ore 17,00 Chiamata delle campane per la preghiera personale.

 VdG_VANGELO DEL GIORNO (Marco 6, 7-13)
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

ACdC_ ALLA CHIAMATA DELLE CAMPANE (ore 17)
AFFIDIAMO con la preghiera alla MADONNA DELLE GRAZIE i MISSIONARI

SdG_SANTO DEL GIORNO: San Giuseppe Da Leonessa www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/02/04.html

OMELIA: 31 gennaio 2021 (4° domenica tempo ordinario)

SAN GIOVANNI BOSCO – FESTA DELLA FAMIGLIA

L’Orazione che introduce la liturgia della Parola così si esprime: “Signore Dio nostro concedi ai tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare tutti gli uomini con la Carità di Cristo”. La richiesta di Adorare Dio con tutta l’anima può sorgere da un cuore fedele, di una persona che considera Dio la cosa più preziosa della sua vita. Voglio ricordare il Vangelo di S. Luca riferito alla messa dell’Aurora del Natale e capire come l’ADORARE è l’atteggiamento degli Angeli e dei pastori vicino alla grotta di Betlemme vedendo Gesù nella mangiatoia. Hanno considerato Gesù la cosa più preziosa, gradita, bella per la loro esistenza. Nella stessa preghiera abbiamo chiesto di amare tutti gli uomini non con la nostra carità, ma con la carità di Cristo. Possiamo chiedere anche che cos’è l’amore? S. Agostino ci direbbe: “L’amore è la virtù per cui amiamo”. Papa Francesco nell’Enciclica “Fratelli Tutti” ci dice che l’amore è “il criterio per la decisione definitiva sul valore di una persona”. Questa esperienza è possibile solo con la grazia di Dio e tale attenzione affettiva del nostro essere provoca un orientamento a ricercare il bene che dona valore alla vita. Ricordo che martedì 2 febbraio la Chiesa celebra la Presentazione di Gesù al tempio ed è la Giornata della Vita consacrata; il documento Conciliare sulla Vita Religiosa ci dice che “ nella chiesa da sempre vi furono uomini e donne che per mezzo della pratica dei consigli evangelici intesero seguire Cristo con maggior libertà e imitarlo più da vicino e condussero una vita consacrata a Dio…” Queste sono le persone che hanno scelto, perché scelti, la carità, quindi la vita come amore verso i fratelli. Il Vangelo di S. Marco ci illustra una giornata particolare di Gesù: il sabato dedicato a Dio. Gesù entra nella Sinagoga di Cafarnao e dopo la lettura della Parola di Dio “insegnava”. Il suo insegnamento crea stupore per la novità della parola pronunciata, ed ecco che in questo contesto Gesù guarisce un uomo posseduto da uno spirito immondo. Così il giudaismo chiamava i demoni, ostili alla purità religiosa, ostili ai precetti che il servizio a Dio esigeva. È lo spirito impuro che dona la testimonianza di chi è Gesù alle persone della sinagoga. “Gesù Nazareno cosa vuoi da noi?  Sei venuto a rovinarci. Io so che tu sei il Santo di Dio”. Nella Sinagoga di Cafarnao, all’inizio della vita pubblica Gesù è presentato ad Israele come il Santo inviato da Dio per la salvezza degli uomini. Ricordiamo che S. Giovanni presenta Gesù come Colui che ci spiega Dio; a noi che vogliamo vivere di fede accogliamo il Signore e affidiamoci a Lui.

Domenica 31 Gennaio 2021_Omelia

4° domenica tempo ordinario

SAN GIOVANNI BOSCO – FESTA DELLA FAMIGLIA

L’Orazione che introduce la liturgia della Parola così si esprime: “Signore Dio nostro concedi ai tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare tutti gli uomini con la Carità di Cristo”. La richiesta di Adorare Dio con tutta l’anima può sorgere da un cuore fedele, di una persona che considera Dio la cosa più preziosa della sua vita. Voglio ricordare il Vangelo di S. Luca riferito alla messa dell’Aurora del Natale e capire come l’ADORARE è l’atteggiamento degli Angeli e dei pastori vicino alla grotta di Betlemme vedendo Gesù nella mangiatoia. Hanno considerato Gesù la cosa più preziosa, gradita, bella per la loro esistenza. Nella stessa preghiera abbiamo chiesto di amare tutti gli uomini non con la nostra carità, ma con la carità di Cristo. Possiamo chiedere anche che cos’è l’amore? S. Agostino ci direbbe: “L’amore è la virtù per cui amiamo”. Papa Francesco nell’Enciclica “Fratelli Tutti” ci dice che l’amore è “il criterio per la decisione definitiva sul valore di una persona”. Questa esperienza è possibile solo con la grazia di Dio e tale attenzione affettiva del nostro essere provoca un orientamento a ricercare il bene che dona valore alla vita. Ricordo che martedì 2 febbraio la Chiesa celebra la Presentazione di Gesù al tempio ed è la Giornata della Vita consacrata; il documento Conciliare sulla Vita Religiosa ci dice che “ nella chiesa da sempre vi furono uomini e donne che per mezzo della pratica dei consigli evangelici intesero seguire Cristo con maggior libertà e imitarlo più da vicino e condussero una vita consacrata a Dio…” Queste sono le persone che hanno scelto, perché scelti, la carità, quindi la vita come amore verso i fratelli. Il Vangelo di S. Marco ci illustra una giornata particolare di Gesù: il sabato dedicato a Dio. Gesù entra nella Sinagoga di Cafarnao e dopo la lettura della Parola di Dio “insegnava”. Il suo insegnamento crea stupore per la novità della parola pronunciata, ed ecco che in questo contesto Gesù guarisce un uomo posseduto da uno spirito immondo. Così il giudaismo chiamava i demoni, ostili alla purità religiosa, ostili ai precetti che il servizio a Dio esigeva. È lo spirito impuro che dona la testimonianza di chi è Gesù alle persone della sinagoga. “Gesù Nazareno cosa vuoi da noi?  Sei venuto a rovinarci. Io so che tu sei il Santo di Dio”. Nella Sinagoga di Cafarnao, all’inizio della vita pubblica Gesù è presentato ad Israele come il Santo inviato da Dio per la salvezza degli uomini. Ricordiamo che S. Giovanni presenta Gesù come Colui che ci spiega Dio; a noi che vogliamo vivere di fede accogliamo il Signore e affidiamoci a Lui.

Mercoledì 3 febbraio 2021

AdO_Appuntamenti di Oggi: 
ore 8,30 S. Messa in Collegiata S. Michele con Benedizione delle Mele; ore 17,00 chiamata delle campane per la preghiera personale;

VdG_Vangelo del Giorno: Marco 6, 1-6
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

ACdC_Alla Chiamata delle Campane (ore 17):
AFFIDIAMO con la preghiera alla MADONNA DELLE GRAZIE i malati oncologici

SdG_Santo del Giorno: San Biagio e Sant’Ansgario (https://www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/02/03.html)

Martedì 2 febbraio 2021

APPUNTAMENTI DI OGGI
ore 8,30 S. Messa in Collegiata S. Michele (BENEDIZIONE DELLE CANDELE); ore 17,00 Chiamata delle campane per la preghiera personale.

 VdG_VANGELO DEL GIORNO (Luca 2, 22-40)
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore –  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

ACdC_ ALLA CHIAMATA DELLE CAMPANE (ore 17)
AFFIDIAMO con la preghiera alla MADONNA DELLE GRAZIE la DISPONIBILITA’ a camminare, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo

LA CHIESA RICORDA: Presentazione di Gesù al tempio (candelora)

SANTO DEL GIORNO: Santa Caterina de’ Ricci, San Nicola Saggio da Longobardi www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/02/02.html

1 febbraio 2021

APPUNTAMENTI DI OGGI
ore 8,30 S. Messa in Collegiata S. Michele; ore 17,00 Chiamata delle campane per la preghiera personale

 VdG_VANGELO DEL GIORNO (Marco 5, 1-20)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

ACdC_ ALLA CHIAMATA DELLE CAMPANE (ore 17)
CHIEDIAMO con la preghiera alla MADONNA DELLE GRAZIE la SAGGEZZA di non lasciarci intrappolare dallo spirito del mondo

 SANTO DEL GIORNO: Beata Ludovica Albertoni e Santa Brigida www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/02/01.html

OMELIA_24 gennaio
III DOMENICA DEL T.O. –  S. FRANCESCO DI SALES – “GIORNATA DELLA PAROLA”

Abbiamo chiesto a Dio che “guidi le nostre azioni secondo la sua volontà” perché nel nome di Gesù possiamo “portare frutti generosi di buone opere”. Soltanto l’incontro personale col Signore genera un cammino di fede e di discepolato, ognuno di noi può fare esperienze, realizzare molte cose, stabilire nuovi rapporti con tante persone, ma solo l’incontro con Gesù può dare significato alla nostra vita e rendere fecondi i nostri progetti e le nostre iniziative. La prima lettera è tratta dal libro del profeta Giona, Dio lo chiama per la seconda volta e lo manda a Ninive ad annunciare un messaggio di salvezza. Se ricordiamo, Giona chiamato da Dio una prima volta, non aveva ascoltato Dio e si era allontanato dalla missione che Dio gli aveva chiesto, ma seguito dal Signore donerà a Lui la sua vita. Ed ecco che va a Ninive, annuncerà la volontà del suo Signore sulla città e i Nineviti si convertiranno. La fede cambia un popolo, la conversione entra nel popolo di Ninive che si lascia “trasformare dalla chiamata di Dio”. Non è la chiamata di una o due persone, ma la chiamata di un popolo. Ninive col proprio re si affida a Dio e per lei inizia un nuovo cammino di salvezza, non si affida più agli idoli che la sottomettevano, ma va verso la libertà di Dio. Il Vangelo di S. Marco inizia con le parole “dopo che Giovanni fu arrestato” Gesù andò nella Galilea proclamando il Vangelo di Dio. S. Marco come S. Matteo usano il termine “arrestato” nel senso di “consegnato” a Erode. Giovanni finisce la sua vita profeticamente, ora inizia la missione di Gesù nella Galilea, il suo annuncio simile a quello di Giovanni chiede di convertirsi e credere nel Vangelo perché il regno di Dio è vicino. Passando lungo “il mare di Galilea” Gesù Vede Simone e Andrea “mentre gettavano le reti in mare, disse loro Venite dietro a me vi farò pescatori di uomini”. È molto importante questo Vide perché la nostra salvezza è tutta compresa in questo essere visti, lo sguardo del Signore si è posato su Andrea, Simone, Giacomo e Giovanni, Lui li ha scelti, essi hanno risposto alla chiamata seguendolo, camminando dietro di Lui. Gesù ha dato loro una mansione, li ha fatti pescatori di uomini. Ma cosa significa pescatori di uomini? Il compito del pescatore è di gettare la rete nel mare e dopo paziente attesa trarla a riva, i pesci che entrano nella rete non sono legati alle capacità del pescatore, ma come sappiamo è il Signore con la sua Parola che riempie la rete. I pescatori sono i servi del Signore, mandati a raccogliere le reti. Possiamo pensare che essere pescatori di uomini sia questo trascinare a riva la rete, il gioire della pesca che il Signore ci ha donato. Sulla riva del mare di Galilea è nata la prima comunità dei discepoli di Gesù. Ognuno di noi è chiamato a gettare la rete della Parola di Dio affinchè porti frutti di salvezza.