Omelia_21 Febbraio 2021

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA – S. PIER DAMIANI

La quaresima iniziata col mercoledì delle ceneri vuole essere come “il segnale” radio che si sentiva nei comunicati radiofonici per una persona che a volte dimentica ciò che più conta nella vita. Vuole essere un richiamo all’essenziale, a Dio. “Appena squillerà la tromba ascoltala” dice il profeta Isaia, e il Ps.95.7-8 ripete: “Se ascoltaste oggi la voce del Signore non indurite il cuore”. L’espressione quaresima richiama i giorni di penitenza del Signore nel deserto, ma anche “la gioia di quaranta giorni” ed entrare nello straordinario avvenimento della storia di Dio con l’uomo. È togliere il proprio io e tornare al noi, correggere la nostra impostazione mentale e assumere la forma del noi della Chiesa. Ricordiamo le parole di Gesù: “Quando digiuni, non diventare malinconico, ma profumati la testa” e ricordiamo le parole di S. Benedetto: “Con grande gioia dello spirito aspettiamo la Santa Pasqua”. La quaresima come tempo del solo digiuno non basta, si potrebbe dire “Tempo pasquale di penitenza” aderendo al mistero pasquale del Signore che entra con forza nella vita. La quaresima è accogliere ogni momento della vita e presentarla a Dio come una offerta per la nostra redenzione. Non abbandoniamo l’amore che ci dona, perché può rendere una festa anche il digiuno, non abbandoniamo le rinunce attraverso le quali ci caliamo e tocchiamo le tribolazioni del mondo, rimaniamo con le braccia aperte davanti al Padre. In questa prima domenica troviamo nella prima parte Gesù “sospinto” dallo Spirito Santo nel deserto. Nel deserto Gesù è messo alla prova, non come il popolo di Israele, ma da Satana, dall’avversario di Dio. S. Marco non ci parla delle tentazioni del Signore, ma fa comprendere che accanto a Gesù vi è sempre la presenza dello Spirito Santo “il Consolatore”. Quando il Battista fu arrestato Gesù venne in Galilea e “cominciò a proclamare la Buona Novella di Dio”. S. Marco riassume così il messaggio “Il tempo è compiuto” ormai non si può più tornare indietro. “Convertitevi”, “Credete al Vangelo” non si può più andare come se non fosse accaduto niente, bisogna cambiare il modo di pensare e agire. “Si deve credere a questa Buona Novella”. La Buona Notizia può cambiare tutto. Dio si sta introducendo nella vita di ognuno con la sua forza di salvezza, bisogna fare spazio a Dio nel nostro cuore, nella nostra mente. Quando recitiamo il “Padre Nostro” diciamo al Signore che “Venga il suo Regno” ma per far realizzare il Regno ognuno deve rovesciare l’orientamento delle cose a Dio, affidarsi al Signore e lasciare spazio allo Spirito Santo. In occasione della memoria di S. Pier Damiani ascoltiamo le sue parole: “Mi rifugio nel segreto del mio spirito: non chiedo, né aspetto la benevolenza e il favore di alcun mortale….mi affido unicamente alla verace testimonianza della mia coscienza”.