Domenica 31 Gennaio 2021_Omelia

4° domenica tempo ordinario

SAN GIOVANNI BOSCO – FESTA DELLA FAMIGLIA

L’Orazione che introduce la liturgia della Parola così si esprime: “Signore Dio nostro concedi ai tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare tutti gli uomini con la Carità di Cristo”. La richiesta di Adorare Dio con tutta l’anima può sorgere da un cuore fedele, di una persona che considera Dio la cosa più preziosa della sua vita. Voglio ricordare il Vangelo di S. Luca riferito alla messa dell’Aurora del Natale e capire come l’ADORARE è l’atteggiamento degli Angeli e dei pastori vicino alla grotta di Betlemme vedendo Gesù nella mangiatoia. Hanno considerato Gesù la cosa più preziosa, gradita, bella per la loro esistenza. Nella stessa preghiera abbiamo chiesto di amare tutti gli uomini non con la nostra carità, ma con la carità di Cristo. Possiamo chiedere anche che cos’è l’amore? S. Agostino ci direbbe: “L’amore è la virtù per cui amiamo”. Papa Francesco nell’Enciclica “Fratelli Tutti” ci dice che l’amore è “il criterio per la decisione definitiva sul valore di una persona”. Questa esperienza è possibile solo con la grazia di Dio e tale attenzione affettiva del nostro essere provoca un orientamento a ricercare il bene che dona valore alla vita. Ricordo che martedì 2 febbraio la Chiesa celebra la Presentazione di Gesù al tempio ed è la Giornata della Vita consacrata; il documento Conciliare sulla Vita Religiosa ci dice che “ nella chiesa da sempre vi furono uomini e donne che per mezzo della pratica dei consigli evangelici intesero seguire Cristo con maggior libertà e imitarlo più da vicino e condussero una vita consacrata a Dio…” Queste sono le persone che hanno scelto, perché scelti, la carità, quindi la vita come amore verso i fratelli. Il Vangelo di S. Marco ci illustra una giornata particolare di Gesù: il sabato dedicato a Dio. Gesù entra nella Sinagoga di Cafarnao e dopo la lettura della Parola di Dio “insegnava”. Il suo insegnamento crea stupore per la novità della parola pronunciata, ed ecco che in questo contesto Gesù guarisce un uomo posseduto da uno spirito immondo. Così il giudaismo chiamava i demoni, ostili alla purità religiosa, ostili ai precetti che il servizio a Dio esigeva. È lo spirito impuro che dona la testimonianza di chi è Gesù alle persone della sinagoga. “Gesù Nazareno cosa vuoi da noi?  Sei venuto a rovinarci. Io so che tu sei il Santo di Dio”. Nella Sinagoga di Cafarnao, all’inizio della vita pubblica Gesù è presentato ad Israele come il Santo inviato da Dio per la salvezza degli uomini. Ricordiamo che S. Giovanni presenta Gesù come Colui che ci spiega Dio; a noi che vogliamo vivere di fede accogliamo il Signore e affidiamoci a Lui.