24 gennaio 2021 _ Omelia

3° DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO  – S. FRANCESCO DI SALES
“GIORNATA DELLA PAROLA”

Abbiamo chiesto a Dio che “guidi le nostre azioni secondo la sua volontà” perché nel nome di Gesù possiamo “portare frutti generosi di buone opere”. Soltanto l’incontro personale col Signore genera un cammino di fede e di discepolato, ognuno di noi può fare esperienze, realizzare molte cose, stabilire nuovi rapporti con tante persone, ma solo l’incontro con Gesù può dare significato alla nostra vita e rendere fecondi i nostri progetti e le nostre iniziative. La prima lettera è tratta dal libro del profeta Giona, Dio lo chiama per la seconda volta e lo manda a Ninive ad annunciare un messaggio di salvezza. Se ricordiamo, Giona chiamato da Dio una prima volta, non aveva ascoltato Dio e si era allontanato dalla missione che Dio gli aveva chiesto, ma seguito dal Signore donerà a Lui la sua vita. Ed ecco che va a Ninive, annuncerà la volontà del suo Signore sulla città e i Nineviti si convertiranno. La fede cambia un popolo, la conversione entra nel popolo di Ninive che si lascia “trasformare dalla chiamata di Dio”. Non è la chiamata di una o due persone, ma la chiamata di un popolo. Ninive col proprio re si affida a Dio e per lei inizia un nuovo cammino di salvezza, non si affida più agli idoli che la sottomettevano, ma va verso la libertà di Dio. Il Vangelo di S. Marco inizia con le parole “dopo che Giovanni fu arrestato” Gesù andò nella Galilea proclamando il Vangelo di Dio. S. Marco come S. Matteo usano il termine “arrestato” nel senso di “consegnato” a Erode. Giovanni finisce la sua vita profeticamente, ora inizia la missione di Gesù nella Galilea, il suo annuncio simile a quello di Giovanni chiede di convertirsi e credere nel Vangelo perché il regno di Dio è vicino. Passando lungo “il mare di Galilea” Gesù Vede Simone e Andrea “mentre gettavano le reti in mare, disse loro Venite dietro a me vi farò pescatori di uomini”. È molto importante questo Vide perché la nostra salvezza è tutta compresa in questo essere visti, lo sguardo del Signore si è posato su Andrea, Simone, Giacomo e Giovanni, Lui li ha scelti, essi hanno risposto alla chiamata seguendolo, camminando dietro di Lui. Gesù ha dato loro una mansione, li ha fatti pescatori di uomini. Ma cosa significa pescatori di uomini? Il compito del pescatore è di gettare la rete nel mare e dopo paziente attesa trarla a riva, i pesci che entrano nella rete non sono legati alle capacità del pescatore, ma come sappiamo è il Signore con la sua Parola che riempie la rete. I pescatori sono i servi del Signore, mandati a raccogliere le reti. Possiamo pensare che essere pescatori di uomini sia questo trascinare a riva la rete, il gioire della pesca che il Signore ci ha donato. Sulla riva del mare di Galilea è nata la prima comunità dei discepoli di Gesù. Ognuno di noi è chiamato a gettare la rete della Parola di Dio affinchè porti frutti di salvezza.