3 gennaio 2021 _ Omelia

II DOMENICA DOPO NATALE  –  SANTISSIMO NOME DI GESU’

In stretta continuità con la riflessione e la preghiera che abbiamo fatto durante la messa del Giorno di Natale, oggi ascolteremo le Scritture che continuano a guidarci nell’approfondimento del Grande Mistero dell’Incarnazione e della Redenzione, non come realtà astratta, ma come una persona “il Signore Gesù”. Potremo chiederci: “Chi è Gesù?”. Lui è l’Incarnazione, Lui è la Redenzione, Lui è l’Eternità, Lui è tutta la storia degli uomini, Lui è Colui che prima che il mondo fosse era nel seno del padre. Oggi la liturgia ci farà penetrare nel mistero personale del Signore Gesù. La prima lettura tratta dal Siracide è un elogio che la Sapienza di Dio tesse su se stessa: “La Sapienza loda se stessa ……nell’assemblea apre la bocca” “si glorifica in mezzo al suo popolo” “Uscii dalla bocca di Dio e come nube copersi la terra”. La Sapienza, se usiamo l’immagine della Scrittura è l’alito di Dio che scaturisce dal suo intimo e si effonde su tutto il creato. Non avrebbe bisogno di nulla perché le sue radici sono nell’eternità, eppure sente il bisogno di “trovare riposo” fra gli uomini e si è “posata nella città prediletta” che è Gerusalemme. Il testo del Vangelo è tratto dal prologo di San Giovanni che abbiamo ascoltato nel giorno Natalizio: “La luce veniva nel mondo il Verbo era nel mondo e il mondo fu creato per mezzo di Lui, ma il mondo non lo conobbe. Venne in casa propria”. L’Evangelista ci dice che Gesù verbo del Padre ha fatto della sua carne la sua casa, in questa tenda umana trova il suo riposo. Anche se il mondo non lo ha riconosciuto il mondo diventa la sua casa. “Ma a quanti l’accolsero ha dato il potere di diventare figli di Dio”. In Gesù noi possiamo diventare figli di Dio e ritornare con Lui nel seno del Padre. E’ bello pensare che noi col nostro spirito e il nostro corpo, nel giorno della risurrezione troveremo riposo accanto al Padre col Figlio che ci ha redenti. S. Teresina si comunicava per far piacere al Signore perché cedeva al desiderio di Gesù di entrare in lei e con lei trovare una casa per il riposo tra i fratelli. Gesù cerca il suo riposo in noi. Questo è il grande dono di Dio che si deve sempre comprendere. Noi siamo la casa di Dio.